Conto Termico 3.0: gli incentivi a fondo perduto

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Il panorama dell’efficienza energetica in Italia vive una trasformazione radicale con l’entrata in vigore del Conto Termico 3.0. Introdotto dal Decreto Ministeriale del 7 agosto 2025 (G.U. n. 224 del 26 settembre 2025), questo strumento si pone come l’alternativa più liquida e veloce alle detrazioni fiscali tradizionali. A differenza dell’Ecobonus, che richiede anni per il recupero del credito, il Conto Termico 3.0 eroga un contributo diretto a fondo perduto sul conto corrente del beneficiario, diventando il volano principale per la riqualificazione di uffici, strutture commerciali e complessi pubblici nel 2026.

Sommario dei temi trattati

  • Cos’è il Conto Termico 3.0: Meccanismo e differenze con le detrazioni fiscali.

  • Beneficiari e Percentuali: Chi può accedere e come ottenere fino al 100% di rimborso.

  • Interventi Ammessi: Focus su pompe di calore, solare termico e sistemi ibridi.

  • Novità Procedurali 2026: Aggiornamenti del portale GSE e massimali di spesa.

  • Strategia per Imprese e PA: Ottimizzazione del ROI e conformità alla Direttiva Case Green.

Il meccanismo del Conto Termico 3.0: liquidità immediata

Il Conto Termico 3.0, gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), non è una detrazione fiscale ma un rimborso diretto. Questo lo rende lo strumento ideale per soggetti che non hanno capienza IRPEF/IRES o che necessitano di un rientro rapido dell’investimento (Cash Flow positivo).

Per importi fino a 15.000 euro, l’erogazione avviene in un’unica rata entro circa 60-90 giorni dall’approvazione della domanda. Per cifre superiori, il rimborso è ripartito in un arco temporale breve, tra i 2 e i 5 anni, a seconda della tipologia di intervento e del soggetto richiedente.

Beneficiari e aliquote di incentivazione

La versione 3.0 amplia notevolmente la platea dei soggetti ammessi, includendo con forza il settore non residenziale e il terzo settore.

  • Pubblica Amministrazione: può ottenere incentivi fino al 100% della spesa per interventi su scuole, ospedali e strutture sanitarie, o per edifici situati in comuni con meno di 15.000 abitanti.

  • Imprese e Soggetti Privati: l’aliquota standard copre fino al 65% della spesa ammissibile per la sostituzione di impianti obsoleti con tecnologie a energia rinnovabile.

  • Settore Produttivo: è prevista la totale esclusione di caldaie a gas o combustibili fossili; le imprese devono puntare esclusivamente su soluzioni fossil-free.

Tecnologie chiave: pompe di calore e solare termico

Il cuore del Conto Termico 3.0 è la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Gli interventi più rilevanti per la riqualificazione di uffici e retail includono:

  • Pompe di Calore (Aria/Acqua e Geotermiche): sostituzione integrale di impianti di climatizzazione invernale. I sistemi devono rispettare i requisiti minimi di COP stabiliti dalla normativa UNI EN 14511.

  • Sistemi Ibridi e Bivalenti: il decreto introduce nuove categorie come i sistemi Add-On (integrabili su caldaie esistenti) e i sistemi Bivalenti (pompa di calore combinata con caldaia ad alta efficienza).

  • Solare Termico e Solar Cooling: produzione di acqua calda sanitaria e integrazione per il raffrescamento estivo, fondamentale per ridurre i carichi elettrici dei data center e dei grandi uffici.

Novità e scadenze strategiche per il 2026

Il passaggio operativo al Conto Termico 3.0 segue una roadmap precisa definita dal GSE. Tutti i lavori che terminano dopo il 25 dicembre 2025 ricadono automaticamente sotto la nuova disciplina del 3.0, beneficiando dei nuovi massimali aggiornati ai costi reali di mercato.

Il portale dedicato, PortalTermico, riceverà un aggiornamento strutturale entro il 25 febbraio 2026 per permettere la gestione delle nuove pratiche e l’accesso semplificato per le PA tramite prenotazione. Le domande devono essere presentate tassativamente entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Visione strategica: il ruolo di Urges Architettura

Per studi professionali e consulenti, il Conto Termico 3.0 è il pilastro per attuare la transizione ecologica richiesta dalla Direttiva EPBD (Case Green). Entro il 2026, l’obbligo di installare pannelli solari sugli edifici pubblici e commerciali sopra i 250 mq renderà indispensabile l’integrazione tra design architettonico e impiantistica rinnovabile.

L’incentivo non copre solo la fornitura dell’impianto, ma anche le spese tecniche, incluse le diagnosi energetiche, le asseverazioni e la redazione dell’APE (Attestato di Prestazione Energetica). Questo permette a Urges Architettura di offrire un servizio di progettazione integrata “chiavi in mano”, dove l’innovazione tecnologica è interamente finanziata dai contributi statali.

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