Il settore delle costruzioni attraversa nel 2026 una fase di ricalibrazione profonda. Sotto la spinta della Direttiva Case Green (EPBD IV) e della necessità di ridurre l’impronta di carbonio incorporata (GWP), l’architettura si sposta verso l’uso di materiali bio-based. Non si tratta più di una nicchia sperimentale: con un mercato previsto oltre i 35 miliardi di dollari entro il 2025-2026, l’integrazione di micelio, canapa e scarti agricoli rappresenta la nuova frontiera dell’edilizia circolare e rigenerativa.
Sommario dei temi trattati
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La rivoluzione dei materiali Bio-based: definizione e impatto ambientale al 2026.
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Micelio: l’isolante organico che “cresce” in cantiere.
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Canapa e Calce (Hempcrete): il bio-composito per edifici che respirano.
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Valorizzazione degli scarti di riso: economia circolare e prefabbricazione.
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Obiettivi Net Zero e prestazioni: calcolo del GWP e vantaggi normativi.
La rivoluzione dei materiali bio-based: oltre il cemento
L’industria delle costruzioni è responsabile di circa il 39% delle emissioni globali di CO2. Nel 2026, la priorità architettonica non è solo l’efficienza energetica operativa, ma il controllo del Carbonio Incorporato. I materiali bio-based nell’edilizia offrono una soluzione immediata poiché sono derivati da risorse biologiche rinnovabili che sequestrano anidride carbonica durante la loro crescita, trasformando l’edificio in un vero e proprio “carbon sink” (serbatoio di carbonio).
Micelio: l’isolante organico che cresce da solo
Il micelio, la rete radicale dei funghi, è uno dei materiali più innovativi del 2026. Attraverso processi di bio-fabbricazione, il micelio viene fatto crescere all’interno di stampi alimentandosi di scarti agricoli.
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Proprietà Tecniche: una volta essiccato, il micelio diventa un materiale altamente isolante, ignifugo e biodegradabile.
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Applicazioni: viene utilizzato per pannelli acustici, blocchi isolanti e persino rivestimenti di design come la linea Mogu Floor, che unisce estetica tattile e sostenibilità radicale. Nel 2026, il micelio è considerato il sostituto naturale delle schiume plastiche derivate dal petrolio.
Canapa e Calce (Hempcrete): il polmone degli edifici
L’hempcrete, ottenuto mescolando il canapulo (la parte legnosa della pianta) con calce naturale, è un materiale biocomposito che ridefinisce il comfort abitativo.
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Regolazione Igrometrica: La canapa possiede un’eccezionale capacità di assorbire e rilasciare umidità, garantendo una qualità dell’aria interna (IAQ) superiore e prevenendo muffe senza l’uso di barriere vapore sintetiche.
- Isolamento Termo-Acustico: Offre una bassa trasmittanza termica unita a un’alta inerzia, ideale per i climi mediterranei che devono affrontare ondate di calore sempre più frequenti.
- Entro il 2026, l’uso di mattoni in canapa è diventato uno standard per le ristrutturazioni e il retrofit di edifici storici, grazie alla compatibilità materica e alla traspirabilità del sistema.
Scarti di riso e paglia: l’economia circolare in cantiere
La lolla di riso e la paglia non sono più scarti agricoli da smaltire, ma materie prime per la bioedilizia del 2026. L’integrazione di questi sottoprodotti nella filiera edilizia permette di creare componenti prefabbricati (telai in legno e paglia) che riducono drasticamente i tempi di costruzione (fino al 53%). Questi materiali sono ideali per la realizzazione di pareti ad alte prestazioni termiche che, al termine del ciclo di vita dell’edificio, possono essere totalmente reintegrate nel ciclo biologico.
Obiettivi Net Zero e prestazioni: il vantaggio del GWP
Il recepimento della Direttiva EPBD nel maggio 2026 introduce l’obbligo di calcolare il Global Warming Potential (GWP) lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio. I materiali bio-based hanno un vantaggio competitivo unico:
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Carbon Sequestration: Mentre il cemento emette CO2 durante la produzione, i materiali naturali come il legno e la canapa la incorporano.
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Certificazioni ESG: L’uso di micelio e bio-compositi permette agli studi di architettura di soddisfare i criteri ESG (Environmental, Social, and Governance) richiesti dai grandi investitori immobiliari nel 2026.
L’architetto come mediatore della materia
Nel 2026, la scelta dei materiali non è più solo una questione estetica, ma una decisione etica e scientifica. Progettare con il micelio, la canapa e gli scarti di riso significa passare da una progettazione tradizionale a una progettazione sistemica, che considera l’intero flusso di produzione e smaltimento. Per studi come Urges Architettura, padroneggiare queste tecnologie bio-based non è solo un modo per rispettare le normative, ma è la chiave per creare spazi che non solo “non inquinano”, ma contribuiscono attivamente alla salute del pianeta e dell’uomo.
