Costruire sul costruito: alla Fallmerayer di Bressanone la mostra dei progetti

di Urges | News

Dal 30 settembre al 16 ottobre la Scuola superiore Fallmerayer di Bressanone ospita la mostra dedicata al concorso di progettazione per l’ampliamento e la valorizzazione dell’edificio progettato da Othmar Barth. Tra i progetti esposti anche la proposta di Urges Architettura, nata da una riflessione sul rapporto tra conservazione, trasformazione e nuova vita dell’architettura scolastica.

Costruire sul costruito significa confrontarsi con ciò che esiste, riconoscerne i valori e individuare nuove possibilità senza cancellarne l’identità. Questo il tema al centro del concorso di progettazione per l’ampliamento della Scuola superiore Fallmerayer di Bressanone, un edificio progettato negli anni Settanta dall’architetto Othmar Barth e profondamente radicato nel paesaggio e nella cultura architettonica altoatesina.

Il concorso nasce dalla necessità di adeguare la scuola alle esigenze contemporanee, prevedendo sei nuove classi e spazi accessori, ma rappresenta anche un’occasione per riflettere sul valore del patrimonio architettonico esistente. La mostra allestita negli spazi della Fallmerayer permette ora di conoscere le diverse risposte progettuali elaborate per questo importante intervento e di osservare come il tema dell’ampliamento possa tradursi in differenti strategie di relazione con l’architettura esistente.

L’inaugurazione della mostra: un confronto aperto sul futuro della scuola

L’inaugurazione della mostra si è tenuta mercoledì 30 settembre presso la Scuola superiore Fallmerayer a Bressanone. L’esposizione sarà visitabile fino al 16 ottobre e raccoglierà i progetti presentati nell’ambito del concorso “Costruire sul costruito”, offrendo un’occasione di confronto sul futuro dell’edificio scolastico e sul ruolo che la progettazione può assumere nella trasformazione del patrimonio esistente.

All’inaugurazione sono intervenuti:

  • Christian Bianchi, assessore provinciale alle Opere pubbliche e alla Valorizzazione del patrimonio;
  • Andrea Sega, direttore dell’Ufficio Edilizia est della Provincia;
  • Renate Klapfer, dirigente della Scuola superiore Fallmerayer;
  • Gertrud Kofler, coordinatrice del progetto.

L’iniziativa è stata organizzata dall’Ufficio Edilizia est della Provincia in collaborazione con la Scuola superiore Fallmerayer e nasce dalla volontà di valorizzare il concorso di progettazione come strumento di ricerca e di qualità per gli interventi sul patrimonio pubblico.

La mostra assume così un significato che va oltre la semplice esposizione dei progetti: mette a confronto idee, approcci e interpretazioni differenti, mostrando come un edificio esistente possa diventare il punto di partenza per una nuova stagione progettuale.

Il concorso: progettare l’ampliamento nel rispetto dell’architettura di Othmar Barth

L’Agenzia per i contratti pubblici – ACP di Bolzano, per conto della Provincia autonoma di Bolzano, ha bandito negli scorsi mesi il concorso con l’obiettivo di individuare una proposta capace di ampliare la scuola mantenendo riconoscibili i principi architettonici dell’edificio originario.

La Scuola superiore Fallmerayer è stata progettata da Othmar Barth, architetto altoatesino autore di numerose opere caratterizzate da forme essenziali, materiali espressivi e da una particolare attenzione al rapporto tra architettura e contesto. Nel progetto della scuola, la materialità del cemento dialoga con la luce, gli spazi aperti e il paesaggio, costruendo un equilibrio che il nuovo intervento è chiamato a preservare e reinterpretare.

L’edificio si trova oggi in buono stato di conservazione, ma necessita di un adeguamento alle esigenze attuali attraverso la realizzazione di sei nuove aule e dei relativi spazi accessori. Il programma del concorso prevede inoltre il risanamento energetico dell’intero complesso, la demolizione della veranda realizzata nel 1997 e la redazione di un nuovo progetto antincendio per la scuola.

La richiesta progettuale è quindi particolarmente complessa: non si tratta semplicemente di aggiungere nuovi volumi, ma di costruire una relazione equilibrata tra esistente e contemporaneo. Il concorso invita a individuare una soluzione capace di rispettare i principi compositivi dell’opera di Barth, attraverso una struttura efficiente, una costruzione leggera per l’eventuale sopraelevazione, una distribuzione interna ottimizzata e una scelta dei materiali orientata alla sostenibilità, al contenimento dei consumi e alla riduzione dei costi di manutenzione.

Il tema del “costruire sul costruito” diventa così una questione di misura: trasformare senza alterare, aggiungere senza sovrapporsi, innovare senza perdere la memoria del luogo.

 La proposta di Urges: trasformare l’esistente senza alterarne l’identità

Per Urges Architettura, confrontarsi con la Fallmerayer ha significato partire proprio da questa domanda: come aggiungere spazio a un’architettura di grande qualità senza modificarne l’equilibrio?

La proposta di Urges Architettura per l’ampliamento nasce dalla volontà di instaurare un dialogo rispettoso con l’edificio di Barth, evitando nuove sopraelevazioni o ampliamenti capaci di alterarne la volumetria e individuando invece all’interno della struttura esistente lo spazio necessario per accogliere le sei nuove aule.

Il progetto propone quindi di trasformare l’attuale palestra, reinterpretandone gli spazi per ospitare le nuove classi e i relativi ambienti accessori. Una scelta che permette di mantenere integra la volumetria originaria della scuola e, allo stesso tempo, di lavorare sulla qualità degli spazi interni, recuperando alcuni principi presenti nell’architettura di Barth, come il ruolo della luce zenitale e la centralità degli spazi comuni.

La palestra viene ricollocata all’esterno, attraverso la realizzazione di un nuovo volume semi-interrato e integrato nel giardino della scuola. Il nuovo spazio è concepito per ospitare un campo da basket regolamentare, spogliatoi e gradinate per il pubblico. In copertura vengono mantenuti i campi sportivi all’aperto, garantendo inoltre la possibilità di utilizzare la struttura in modo indipendente anche al di fuori degli orari scolastici.

Un altro elemento centrale della proposta riguarda il recupero della terrazza centrale dell’edificio, uno spazio previsto nel progetto originario di Barth e successivamente modificato con l’inserimento della veranda negli anni Novanta. La sua rimozione consente di ristabilire la configurazione originaria e di restituire centralità alla relazione tra luce, spazio e paesaggio.

Anche la scelta costruttiva segue questa logica. L’impiego di legno lamellare e sistemi a secco per i nuovi interventi permette di ridurre l’impatto delle trasformazioni, favorendo sostenibilità, reversibilità e rapidità di realizzazione. I nuovi elementi non cercano di imitare l’esistente, ma di dialogare con esso attraverso una sensibilità contemporanea.

Il progetto per la Fallmerayer rappresenta per Urges Architettura un’occasione particolarmente significativa per confrontarsi con il tema della trasformazione dell’esistente. Un progetto in cui ampliare non significa necessariamente aggiungere, ma può voler dire ricomporre, recuperare e dare nuovo significato agli spazi già disponibili.

La mostra inaugurata il 30 settembre diventa così anche un momento per condividere questo percorso progettuale e per riflettere sul ruolo dell’architettura nella trasformazione degli edifici pubblici: un’architettura capace di guardare al futuro senza rinunciare alla memoria dei luoghi.

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