Radici nel futuro: le piante al centro della nuova visione urbana

di Urges | News

Per celebrare i 60 anni di Euroflora, Porto Antico ha organizzato un convegno dedicato al futuro del florovivaismo e al ruolo strategico del verde nella trasformazione delle città. Tra memoria, ricerca scientifica e nuove prospettive progettuali, il percorso verso Euroflora 2028 apre una riflessione sul valore del paesaggio come infrastruttura urbana, risorsa ambientale e patrimonio collettivo.

Radici nel futuro, un titolo che racchiude il senso di un percorso capace di coniugare memoria e innovazione, valorizzando una tradizione di cui Genova è profondamente orgogliosa e proiettandola verso nuove prospettive.

Da sempre, piante e fiori rappresentano per Euroflora un’espressione di bellezza, cultura e ricerca, elementi che hanno contribuito a rendere la manifestazione un appuntamento di riferimento nel panorama florovivaistico internazionale. Oggi, questa stessa eredità può diventare il punto di partenza per una nuova visione, nella quale il verde supera la dimensione estetica per affermarsi come infrastruttura urbana fondamentale: una risorsa per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, migliorare la qualità della vita e rendere le città più resilienti e vivibili.

Radici nel futuro racconta proprio questa evoluzione: la capacità di una manifestazione storica di rinnovarsi, anticipare i cambiamenti e promuovere visioni progettuali capaci di guardare oltre il presente. Attraverso il confronto tra esperti, ricerca scientifica e nuove esperienze di progettazione, Euroflora si conferma così un laboratorio di idee e innovazione, pronto a contribuire alla costruzione delle città di domani, a partire dal valore insostituibile della natura.

 

Convegno “Radici nel futuro” per celebrare 60 anni di Euroflora

Lunedì 12 ottobre, nella Sala Grecale del Centro Congressi, si è tenuto il convegno internazionale Radici nel futuro: 60 anni di Euroflora per la nuova visione urbana, dedicato all’eredità della manifestazione e alle prospettive del florovivaismo. Due dimensioni complementari per celebrare la storia di Euroflora e interrogarsi sul contributo che il verde può offrire alla trasformazione sostenibile delle città, diventando una risorsa strategica per affrontare le sfide ambientali e migliorare la qualità della vita urbana.

Dopo l’introduzione del presidente di Porto Antico, Mauro Ferrando, e i saluti istituzionali, è intervenuto Pieter Tobaert, direttore generale di Floraliën Ghent, manifestazione florovivaistica tra le più antiche d’Europa, con cui Genova condivide un consolidato rapporto di amicizia e collaborazione.

Il programma è proseguito con l’intervento dell’agronoma paesaggista Laura Gatti, dedicato all’evoluzione botanica al servizio della salute delle città, e con la tavola rotonda Rigenerazione urbana: il verde che cura, incentrata sul ruolo sociale degli spazi verdi e sulla loro capacità di contribuire al benessere delle comunità e alla valorizzazione dello spazio pubblico.

Di particolare rilievo anche il contributo di Tim Briercliffe, segretario generale dell’AIPH – International Association of Horticultural Producers, che ha approfondito la trasformazione delle esposizioni florovivaistiche internazionali: non più soltanto vetrine di eccellenza estetica, ma occasioni per promuovere idee, progetti e soluzioni in cui il verde diventa un’infrastruttura essenziale per la salute e la resilienza delle città.

 

La sessione pomeridiana ha dato spazio a diversi temi strategici per il futuro del settore:

  • Nature-Based Solutions e città spugna: approfondimenti sulle soluzioni basate sulla natura, sulla gestione sostenibile delle acque e sulla mitigazione delle isole di calore urbane.
  • Florovivaismo 4.0 e innovazione: un focus, curato dal Distretto Florovivaistico Ligure, sulle eccellenze della ricerca e sulle nuove tecnologie applicate alla filiera.
  • Il futuro normativo del settore: una tavola rotonda dedicata al disegno di legge sul florovivaismo, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e delle principali organizzazioni agricole.
  • La filiera florovivaistica italiana: un approfondimento a cura di ANVE, dedicato al comparto nazionale e alle sue prospettive di sviluppo.

Il convegno ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, mondo della ricerca e professionisti, confermando il valore del florovivaismo non solo come settore produttivo, ma anche come protagonista delle strategie di rigenerazione urbana e di adattamento al cambiamento climatico. Un percorso che, a sessant’anni dalla prima edizione, accompagna Euroflora verso il 2028, con l’ambizione di coniugare la propria eredità con una visione innovativa del verde e del paesaggio urbano.

 

La mostra del Secolo XIX e la Galleria dei ricordi

Celebrare sessant’anni di Euroflora significa anche custodire e valorizzare una memoria collettiva fatta di progetti, allestimenti, protagonisti e paesaggi che hanno segnato l’immaginario della manifestazione. Accanto al confronto scientifico e istituzionale, lo spazio dedicato ai ricordi permette di ripercorrere l’evoluzione di una rassegna che, nel corso delle sue edizioni, ha saputo intrecciare cultura botanica, ricerca estetica e sperimentazione progettuale.

La mostra realizzata in collaborazione con Fondazione Il Secolo XIX e la Galleria dei ricordi sponsorizzata da Italiana Terricci restituiscono immagini, testimonianze e frammenti di una storia che appartiene non soltanto al mondo florovivaistico, ma anche alla città di Genova e al suo rapporto con il paesaggio e il verde.

In questo percorso trova spazio anche il pannello dedicato a Euroflora 2025, progettata da Urges, testimonianza del contributo che la progettazione contemporanea può offrire all’evoluzione della manifestazione. Un’occasione per rileggere l’edizione più recente attraverso le scelte progettuali e la visione che ne hanno definito l’identità, inserendola nel più ampio percorso di trasformazione di Euroflora.

La memoria, in questa prospettiva, non è soltanto celebrazione del passato: diventa uno strumento per comprendere come siano cambiate le sensibilità, le tecnologie e le aspettative nei confronti del verde, aprendo nuove possibilità per le future edizioni.

 

Verso Euroflora 2028: un concorso internazionale e un direttore artistico per progettare il futuro

Lo sguardo è già rivolto a Euroflora 2028, con l’obiettivo di dare forma a una manifestazione capace di interpretare le sfide contemporanee e di rinnovare il rapporto tra esposizione florovivaistica, paesaggio e pubblico. In questa direzione si inserisce il lancio del nuovo bando per la progettazione della quattordicesima edizione.

La prospettiva è quella di un concorso internazionale, accompagnato dall’introduzione di una nuova figura di direttore artistico, chiamata a contribuire alla definizione della visione complessiva dell’evento e a coordinare l’identità culturale e progettuale della manifestazione.

La sfida per Euroflora 2028 sarà coniugare la propria eredità con linguaggi progettuali nuovi, facendo dialogare competenze botaniche, architettura del paesaggio, sostenibilità ambientale e innovazione. In questo scenario, il florovivaismo assume un ruolo che va oltre la produzione e l’esposizione: diventa un interlocutore fondamentale per immaginare spazi urbani più vivibili, resilienti e inclusivi.

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