Quando la porta di casa si apre sulla zona giorno: filtri, contenitori e luce per creare un vero ingresso.
Per separare un ingresso che si apre direttamente sul soggiorno non servono muri: bastano un filtro visivo, come un mobile bifacciale, una libreria passante o una quinta vetrata, e un punto dove riporre cappotti, scarpe e chiavi. Luce, colore e pavimento completano la separazione, lasciando almeno un metro di passaggio libero.
L’ingresso in soggiorno è una situazione frequente negli appartamenti costruiti o ristrutturati come open space. La porta blindata si affaccia sul divano, gli ospiti entrano senza transizione e mancano gli spazi per gli oggetti di tutti i giorni. Le soluzioni cambiano in base alla profondità disponibile, alla luce e a quanto si vuole chiudere la vista.
Sommario dell’articolo
- Perché serve un filtro tra ingresso e soggiorno?
- Come separare l’ingresso dal soggiorno senza opere murarie?
- Quanto spazio lasciare per il passaggio?
- Dove riporre cappotti, scarpe e chiavi?
- Quando conviene costruire una bussola d’ingresso?
- Domande frequenti
Perché serve un filtro tra ingresso e soggiorno?
Un filtro tra ingresso e soggiorno serve a tre cose: proteggere la privacy della zona giorno, dare un posto agli oggetti che entrano ed escono di casa e ridurre l’aria fredda che entra a ogni apertura della porta. Senza questo spazio intermedio, il soggiorno finisce per assorbire funzioni che non gli appartengono.
Il primo effetto è visivo: chi suona alla porta vede subito il divano, la tavola, a volte la cucina. Il secondo è pratico: borse, giacche e scarpe tendono ad accumularsi sulle sedute più vicine. Il terzo riguarda il comfort, soprattutto d’inverno, quando ogni apertura della porta porta correnti d’aria direttamente nella stanza più vissuta.
Non sempre serve chiudere tutto. In molti casi basta segnare una soglia, cioè far percepire dove finisce l’ingresso e dove comincia il soggiorno, senza togliere luce e profondità alla zona giorno.
Come separare l’ingresso dal soggiorno senza opere murarie?
L’ingresso si può separare dal soggiorno con arredi, quinte leggere e trattamenti di superficie, senza costruire pareti. La scelta dipende da quanto si vuole schermare la vista e da quanta luce arriva dall’ingresso o dal soggiorno.
Mobile contenitore bifacciale
Un mobile bifacciale posto di fianco alla porta lavora su due fronti: dal lato dell’ingresso contiene scarpe e accessori, dal lato del soggiorno diventa libreria o mobile TV. A mezza altezza separa senza chiudere la vista; a tutta altezza crea un vero disimpegno. Tra le soluzioni proposte dagli architetti c’è anche l’armadio guardaroba il cui schienale chiude la zona operativa della cucina.
Libreria passante
Una libreria senza schienale filtra la vista ma lascia passare la luce. È adatta quando l’ingresso è buio e riceve luce solo dal soggiorno. Conviene alternare vani pieni e vuoti e fissarla a pavimento e soffitto, perché una libreria alta e isolata deve essere stabile anche quando è carica.
Quinta vetrata o pannelli leggeri
Una quinta in vetro, con telaio sottile, separa in modo più netto e protegge dalle correnti d’aria senza togliere luminosità. Il vetro può essere trasparente, satinato o colorato a seconda della privacy desiderata. Se la quinta è fissata a pavimento e soffitto e modifica la distribuzione degli spazi, conviene verificare con un tecnico se serve una pratica edilizia.
Pavimento, colore e luce
Anche senza arredi, un ingresso si riconosce se cambia qualcosa sotto i piedi o sopra la testa. Un pavimento diverso nella zona della porta, più resistente allo sporco, o un tappeto ben dimensionato segnano la soglia. Una parete o un tratto di soffitto in un colore deciso, insieme a una luce dedicata, completano il passaggio da uno spazio all’altro.
Un controsoffitto ribassato sopra l’ingresso è un segnale forte, ma non è un intervento solo d’arredo: se realizzato in cartongesso abbassa l’altezza del locale e di norma richiede una CILA. Altre idee per organizzare una zona giorno senza muri sono raccolte nell’articolo su come dividere un soggiorno lungo senza opere murarie.

Quanto spazio lasciare per il passaggio?
Tra la porta d’ingresso e il primo arredo conviene lasciare almeno 100 cm di passaggio libero, la larghezza che il D.M. 236/1989 indica come riferimento per i disimpegni accessibili. Lo spazio serve per aprire la porta, entrare con borse o una carrozzina e togliersi il cappotto senza urtare i mobili.
Per le porte, lo stesso decreto fissa una luce netta di almeno 80 cm per la porta d’ingresso dell’alloggio e di 75 cm per le porte interne, come riassume questa scheda sulle porte secondo il D.M. 236/1989. Sono requisiti pensati per l’accessibilità, ma rappresentano anche una buona misura di comfort per chiunque.
Prima di scegliere un mobile divisorio è utile segnare a terra l’ingombro con nastro adesivo e verificare tre movimenti: l’apertura completa della porta blindata, il passaggio verso il soggiorno e l’apertura delle ante del mobile stesso. Un filtro troppo vicino alla porta fa sembrare l’ingresso un corridoio stretto.
Dove riporre cappotti, scarpe e chiavi?
Gli oggetti dell’ingresso vanno riposti entro pochi passi dalla porta, altrimenti finiscono sul divano o sulle sedie. Le soluzioni più efficaci sono un armadio guardaroba, una scarpiera poco profonda e un piano d’appoggio per chiavi e posta.
Un armadio per cappotti richiede circa 55-65 cm di profondità per gli abiti appesi, mentre per scarpe e accessori bastano ripiani da 30-40 cm. Quando lo spazio è poco, una scarpiera a ribalta di 20-30 cm e una fila di appendiabiti a muro sono spesso sufficienti.
Un mobile su misura permette di sfruttare tutta l’altezza e di integrare seduta, specchio e luce in un unico elemento, che fa anche da filtro verso il soggiorno. Il tema è approfondito nell’articolo su architettura d’interni e mobili su misura.
Quando conviene costruire una bussola d’ingresso?
Una bussola d’ingresso, cioè un piccolo vano chiuso tra la porta di casa e il soggiorno, conviene quando gli arredi non bastano: ingressi molto esposti al freddo, soggiorni dove si vuole privacy completa o case in cui serve un vero guardaroba d’ingresso. È la soluzione più efficace, ma richiede opere murarie e sottrae superficie alla zona giorno.
La bussola si realizza di norma con tramezzi leggeri e una seconda porta, spesso scorrevole o vetrata per non togliere luce. Costruire una nuova parete non portante che cambia la distribuzione interna è manutenzione straordinaria e richiede in genere una CILA ai sensi dell’art. 6-bis del D.P.R. 380/2001; senza la comunicazione dovuta si rischia una sanzione di 1.000 euro. La differenza tra le pratiche è illustrata nella guida su CILA o SCIA.
Prima di decidere conviene valutare la superficie che resta al soggiorno, la luce che arriva alla nuova bussola e la posizione degli impianti, come termosifoni, prese e citofono, che spesso si trovano proprio vicino alla porta.
Domande frequenti
Si può separare l’ingresso dal soggiorno con una tenda?
Sì, una tenda può separare l’ingresso dal soggiorno in modo economico e reversibile. Funziona soprattutto d’inverno, perché limita le correnti d’aria quando si apre la porta. Conviene un tessuto pesante su binario a soffitto, che scorre facilmente e si raccoglie di lato quando l’ingresso non deve essere schermato.
Che luce scegliere per un ingresso aperto sul soggiorno?
Per un ingresso aperto sul soggiorno conviene una luce dedicata, accendibile separatamente da quella della zona giorno. Faretti a incasso, una lampada a parete o una striscia LED nel mobile contenitore segnano l’ingresso anche di sera. Uno specchio vicino alla porta moltiplica la luce disponibile e rende l’ingresso più ampio.
Un ingresso aperto sul soggiorno fa disperdere calore?
Un ingresso aperto sul soggiorno lascia entrare aria fredda a ogni apertura della porta, ma l’effetto dipende soprattutto dalla tenuta del serramento e dall’esposizione. Una porta blindata isolata, una guarnizione efficiente e un filtro come una tenda o una quinta vetrata riducono molto le correnti nella zona giorno.
Cosa fare se l’ingresso si apre anche sulla cucina?
Se la porta si apre su un open space con cucina e soggiorno, il filtro deve schermare soprattutto la zona operativa. Un armadio o una dispensa a tutta altezza vicino alla porta può fare da guardaroba e, sul retro, chiudere la cucina. Le soluzioni per organizzare questi spazi sono approfondite nell’articolo sulla cucina a isola con open space.
Ogni ingresso ha la sua soluzione, e spesso la differenza la fanno pochi centimetri. Lo studio Urges può aiutare a scegliere tra arredo, quinta e bussola, verificando misure, luce e pratiche: per una prima valutazione è disponibile la pagina contatti.
